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Itinerari
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Lo Splendore Benedettino

Si esce da Caramanico in direzione Pescara.
Dopo 25 km circa si svolta a destra per Serramonacesca, e 2 km oltre il centro abitato si arriva all'Abbazia.
Poco prima, sulla destra, un brevissimo sentiero nascosto nel bosco conduce al complesso rupestre.
Dal piazzale antistante le chiesa, un sentiero scende sulla sinistra fino al fiume Alento e alle Tombe rupestri.
Si torna in direzione Serramonacesca per 1 km circa e si svolta a sinistra per Brecciarola.
Oltrepassata la Contrada, si sale fino a un tornante (lungo il percorso, sulla destra, torreggiano i ruderi di Castel Menardo).
Percorsa una breve strada sterrata si parcheggia in un piccolo piazzale e si prosegue a piedi verso l'eremo seguendo la segnaletica.

Abbazia di San Liberatore a Maiella

L'Abbazia, vero caposaldo dell'arte Benedettina in Abruzzo, è tra le più antiche badie nate nell'orbita di Montecassino.
Da quel celebre monastero arrivò agli inizi del secolo XI il monaco Teobaldo, promotore della grandiosa ricostruzione del primitivo impianto (IX sec.), distrutto da un sisma.
Nei due secoli di massimo splendore (XI e XII) l'Abbazia fu gioiello di arte e di spiritualità: accolse un fiorente monastero (di cui rimangono solo alcune muraglie sul lato sinistro della chiesa) e si adornò di splendide opere come il pavimento in opus sectile che copriva tutta la navata centrale.
Molte di queste opere, depredate in secoli di abbandono, sono state riportate in sede con il restauro degli anni Sessanta e Settanta, come il pavimento a mosaico e l'architrave del portale centrale, prima  posto nella parrochiale del paese.
Gli elementi classici dell'architettura e dell'arte Romanica sono presenti nell'impianto basilicale a tre navate, terminanti in altrettante absidi semicircolari. La bella torre campanaria era un tempo a cinque ordini e coronata da una cupside, raffigurata in uno degli affreschi della navata destra (XVI sec.).

Il Complesso Rupestre

Interessante quanto enigmatico, un primo complesso rupestre è costituito da due vani contigui scavati nella roccia: quello di sinistra è sormontato da un timpano triangolare che ha fatto ipotizzare l'intenzione di costruire una tomba a tempi.
L'opera di scavo è probabilmente da attribuire ai monaci della vicina abbazia.

Le Tombe Rupestri

Di rilievo sono pure un gruppo di tombe ad arcosolio e una cappellina ricavate nella parete calcarea.
E' ipotizzabile che questo secondo luogo fosse destinato a sepoltura di alcuni eremiti che si insediarono nella zona tra l'VIII e il IX secolo.

L'Eremo di Sant'Onofrio di Serramonacesca (700 metri s.l.m.)

La costruzione (XI-XIV sec.) è perfettamente conforme alla classica tipologia dei romitori sulla Majella: una parete d'appoggio costituita da una liscia roccia a strapiombo circondata dalla alta vegetazione chiusa anteriormente da una semplice muratura.
L'eremo, che non fa tuttavia parte della numerosa schiera di luoghi Celestiniani, ma è legato al vicino monastero, è meta di un suggestivo pellegrinaggio che all'alba del 12 giugno coinvolge numerosi fedeli provenienti da Serramonacesca: si rinnovano gli antichi culti delle acque e della pietra, si beve l'acqua "miracolosa" dalla vicina fonte e si affida al tocco delle Sante Pietre del luogo la speranza di guarigione da alcune malattie.

Castel Menardo

L'imponente Rocca fu eretta nel medioevo a difesa dell'Abbazia, ma fu già distrutta nel XV secolo.
I resti della massiccia costruzione a pianta triangolare dominano ancora la valle dell'Alento, a ricordo dell'antica potenza Benedettina.