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Itinerari
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Le Perle della Valle Peligna

Si esce da Caramanico in direzione Pescara. Dopo circa 20 km, giunti a Scafa, si prosegue a sinistra lungo la Tiburtina, seguendo le indicazioni per Popoli, e di qui, per Sulmona.
Dal centro della cittadina si prosegue per 9 km fino a Pacentro e di qui, attraverso una tortuosa ma spettacolare strada montana, si arriva a Passo San Leonardo e quindi a Caramanico.

Sulmona (405 metri s.l.m.)

Centro principale della Valle Peligna, è una delle cittadine più raffinate e interessanti, per il notevole patrimonio storico, artistico e culturale. L'antica Sulmona, che nel 43 a.C. diede i natali al poeta Ovidio, fu oppidum italico e municipio romano, ma conobbe il periodo di massimo splendore in epoca sveva (XIII sec.). A epoche diverse appartengono i suoi numerosissimi monumenti, molti dei quali allineati lungo il centrale corso Ovidio.
Il più rappresentativo (vero simbolo della città) è il Complesso dell'Annunziata (chiesa e palazzo), la cui lunga vicenda costruttiva ha portato a una raffinata convivenza di forme gotiche, rinascimentali e barocche.
Barocca è la monumentale chiesa, fondata nel XIV secolo, ma ricostruita quasi interamente dopo il sisma del 1706.
Tre splendidi portali ornano la facciata del palazzo agganciato sul lato destro dall'edificio religioso: del 1415 è quello di sinistra, successivi gli altri due (fine '400 il mediano e fine'500 quello di destra). Il palazzo, in origine ospedale e casa di accoglienza per poveri e orfani, oggi è sede di importanti istituzioni culturali: il Museo Civico con pinacoteca e la Camerata Musicale.
Altri edifici religiosi spiccano nel tessuto del centro storico, nonostante i numerosi rimaneggiamenti subiti nei secoli: la Cattedrale di San Panfilo, di origine romanico-gotica, con la cripta e il portale ogivale; la Chiesa di Santa Maria della Tomba, con la tipica facciata del romanico abruzzese, a coronamento orizzontale (XIV sec.), i portali della Chiesa di San Filippo e quello laterale di San Francesco della Scarpa, pregevolissima opera duecentesca.
Belli anche i palazzetti gentilizi, testimonianza di un'epoca, medievale e rinascimentale, di grande floridezza economica. Si segnalano sopratutto: Palazzo Tabassi con un portale “durazzesco” e un grazioso cortiletto interno, e Palazzo Sanità, con elementi analoghi e un pregevole affresco trecentesco.
Il centro della vita cittadina è indubbiamente la grande e scenografica Piazza Garibaldi, abbellita alle due estremità dalle balze del Monte Morrone e dall'Acquedotto Svevo, su cui si aggancia la rinascimentale Fontana del Vecchio.
La piazza ospita fiere, mercati e manifestazioni tradizionali.

Artigianato

Sulmona è nota ovunque come “capitale dei confetti”: risale al XV secolo l'origine di questa qualificata produzione dolciaria. Nello stesso secolo le religiose del Monastero di Santa Chiara ne avviarono la lavorazione artistica, riunendo i confetti in classici fiori variopinti.
Numerose aziende operano nel settore.

Presso l'antica fabbrica di Pelino sorge un interessante Museo del Confetto che documenta con strumenti, macchinari e bomboniere d'epoca, la storia di questo gradito dolce.
Per concordare la visita, Tel. 0846/21.00.47

Sulmona ebbe per secoli una grande scuola di oreficeria, nata nella florida epoca sveva. Oggi questa arte è ancora viva nell'attività di piccole botteghe artigiane che utilizzano ancora antiche tecniche come la filigrana.
Altro settore artigianale vitale è quello tessile che si esprime soprattutto nella produzione di coperte e tappeti in lana dai tipici motivi floreali abruzzesi.

Manifestazioni tradizionali

Sulmona mantiene ancora vivo un ricco patrimonio di feste tradizionali, tra le più antiche e spettacolari della regione.
Particolarmente suggestive le sacre rappresentazioni legate al periodo pasquale: la Processione del Cristo Morto, caratterizzata dal particolare passo ondeggiante (“struscio”) dei Confratelli delle Trinità, e soprattutto la celebre Madonna che scappa nella mattina di Pasqua.
Quest’ultima rappresentazione avviene attraverso una statua dell’Addolorata che viene lanciata in una gioiosa corsa incontro al figlio risorto, mentre gli abiti del lutto cadono per far posto a un solare vestito verde.
L’estate è invece dominata dalla Giostra Cavalleresca (fine luglio), riscoperta recentemente dopo secoli: una sfida tra i sestieri della città, ognuno dei quali mette in campo il proprio cavaliere.
Banchetti e sfilate in costume, concerti e giochi popolari arricchiscono la settimana che precede l'evento.
Ufficio informazioni, Tel. 0864/21.02.16

Pacentro (686 metri s.l.m.)

Tra i borghi medievali meglio conservati della regione, arroccato sulle falde del Morrone e affacciato sulla vasta Conca Peligna, Pacentro è caratterizzata dalle Tre Torri (la più antica è del XII sec.) che si innalzano maestose dal perimetro quadrangolare del castello trecentesco.
Il paese, che si stende ai piedi della fortificazione, oltre all'aspetto complessivo di tipico centro abruzzese conserva pregevoli elementi: la piazza principale è ornata da una graziosa fontana seicentesca in pietra a pannelli scolpiti e dalla bella facciata cinquecentesca di Santa Maria Maggiore.

Manifestazioni tradizionali

Nella prima domenica di settembre, in occasione della festa della Madonna di Loreto, ha luogo l'insolita Corsa degli Zingari.

Dal colle di fronte al borgo i partecipanti, rigorosamente a piedi nudi, corrono giù verso il fondo del vallone per poi risalire in paese fino alla parrocchia, dove, con i piedi feriti, terminano la durissima gara.

In palio un taglio di stoffa per confezionare un vestito da uomo.