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Itinerari
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La pietra della Majella, tra storia e natura

Itinerario tra storia e natura nei dintorni di Caramanico, con la medievale chiesa della “Colonna Santa” e gli spettacolari canyon sul fiume Orta.


Visita presso la Chiesa di San Tommaso Beckett, il Ponte di Salle, i Luchi.
Tragitto in auto 18 km circa, andata e ritorno.
Il percorso a piedi per i Luchi è di un’ora e mezza, andata e ritorno, su un sentiero campestre con discreta pendenza.
Uscendo dall'abitato di Caramanico, si prosegue in direzione Pescara per circa 5 km, fino al bivio per San Tommaso – Salle.
Imboccata la strada a sinistra, si giunge poco dopo alla chiesa di San Tommaso e, poco più avanti, all'indicazione “Piana del Luco”, sulla destra. Si prosegue a piedi fino al fiume Orta (40 min. circa).
A circa un terzo del percorso si attraversa una prateria, sulla destra, fino ad arrivare a uno spuntone di roccia su cui sorgono i ruderi di una fortificazione medievale.
Al ritorno ci si porta sulla provinciale per arrivare, dopo circa 4 km, all'ardito ponte che precede il paesino di Salle.

La Chiesa di San Tommaso Beckett

Costruita nei primi anni del XIII sec. (con annesso convento) da religiosi agostiniani che vollero dedicarla all'Arcivescovo di Canterbury a pochi decenni dal martirio, è indubbiamente il più importante edificio religioso nel territorio di Caramanico.
L'attuale costruzione evidenzia una storia piuttosto tormentata: un ambizioso progetto mai completato (i quattro pilastri sulla facciata erano destinati a sorreggere un portico mai costruito, così come l'ambone, di cui rimangono leoni stilofori) e numerosi e radicali rimaneggiamenti, in seguito soprattutto a eventi sismici.
La facciata è ornata da tre portali riccamente decorati; splendido l'altorilievo sull'architrave del portale centrale, Cristo in trono benedicente i dodici Apostoli. Poco a sinistra, su un concio, compare la figura dell'Abate Berardo committente del progetto.
Nella lunetta è presente un semplice disegno di contorno, preparazione ad un affresco (anch'esso mai realizzato) raffigurante la Vergine col Bambino e due Santi. Elegante è anche l'unica abside semicircolare. L'interno a tre navate conserva su alcuni pilastri interessanti affreschi duecenteschi: Sant'Antonio Abate, San Cristoforo, una discesa di Cristo nel limbo. Di grande fascino e rilievo culturale è la presenza di un pozzo di acqua sorgiva nella cripta e di un bizzarro pilastro inserito nella navata destra.
Nel primo caso, oltre all'esigenza pratica di imbrigliare la sorgente sgorgante dal terreno su cui fu edificata la chiesa, è ipotizzabile un antico culto precristiano legato alla credenza nelle proprietà taumaturgiche delle acque e, presumibilmente, alla figura di Ercole, dio delle acque salutari oltre che valoroso guerriero.
A lui era probabilmente dedicato un santuario nella zona. All'antichissimo culto della pietra e delle sue proprietà risanatrici (litoterapia) potrebbe rimandare invece la cosiddetta “Colonna Santa”, un esile e stravagante monolito che poggia su una sproporzionata zoccolatura ed è sormontato da un enorme capitello, altrettanto sproporzionato, ornato da palmette e tralci serpeggianti.
Architettonicamente non giustificata, unica nel repertorio della plastica medievale, la colonna ha avuto nei secoli una forte presa sulla fede popolare, che la vuole portata sul posto da un angelo e che ne ha fatto oggetto di devoti strofinamenti (da cui l'assottigliamento nella parte inferiore).

I Luchi

Il luogo è frequentato fin da tempi remoti: “lucus” era il bosco sacro agli dei.
Nell'alto Medioevo fu zona di grande importanza strategica per la presenza di un ponte sul fiume Orta, che rappresentava l'unico punto di congiunzione tra i due versanti nella parte bassa della vallata.
Nei secoli IX e X, a difesa dell'attraversamento, sorse una struttura fortificata, il “castello Luco”, ad opera di alcuni esponenti della nascente aristocrazia terriera che contendeva all'Abbazia di Casauria il controllo della vallata.
Il sentiero scende fino al fiume in un ambiente naturale di grande bellezza, con praterie e piccole macchie di bosco da cui emergono come torri stretti spuntoni rocciosi.
La parte più "spettacolare" è pero costituita dal breve canyon di calcare eroso dall'impeto dell'Orta, oltre 50 metri di rocce scolpite dal pallido colore grigio che seguono sinuose il turbolento corso del fiume.

Ponte di Salle

L'ardito ponte di 90 metri, a campata unica, costruito nei primi anni cinquanta, congiunge i due versanti di uno spettacolare canyon sul fiume Orta, dove le pareti rocciose erose dall'acqua salgono ripide tra ginestra, carpini e pioppi. Luogo ideale per emozioni da brivido, il ponte è scenario di una delle attività "no limits" più in voga, il bungee jumping, salto nel vuoto con un elastico alla caviglia.