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Itinerari
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I Rifugi di Celestino

Uscendo da Caramanico in direzione Pescara, oltrepassato il distributore, si svolta a destra seguendo le indicazioni per Decontra.
Attraversata la frazione, la strada si biforca: a destra 8 km di strada sterrata, percorribile in auto, conducono a Pianagrande, panoramico pianoro della Riserva dell'Orfento, da cui si raggiunge in meno di un'ora di cammino l'Eremo di San Giovanni.
A sinistra si segue la segnaletica per l'Eremo di San Bartolomeo e una volta giunti ad un tholos (capanna in pietra), si prosegue a piedi sulla sinistra, scendendo lungo uno stretto ma evidente sentiero fino all'Eremo (vi si può arrivare anche dal versante opposto, nella zona di Roccamorice. Il tempo di percorrenza è il medesimo, ma il sentiero ha pendenza meno accentuata).

Decontra

Il piccolo borgo, frazione di Caramanico, conserva molte delle antiche abitazioni in pietra, panoramicamente affacciate sulla Valle dell'Orfento.
La vista davvero superba che si gode da questo pianoro a 860 metri s.l.m. include, in una imponente scenografia, il Monte Morrone e il versante nordoccidentale della Maiella, divisi dal solco della Valle dell'Orta, su cui si stende l'abitato di Caramanico.
La bellezza del paesaggio e l'ampiezza degli spazi fanno di Decontra luogo ideale per escursioni a cavallo, in mountain bike e con gli sci di fondo. A sostegno di queste attività è sorto recentemente un interessante Centro Sportivo (costruzione in pietra di fronte alla fontana del paese) con bar e noleggio di attrezzature.

L'Eremo di San Bartolomeo (650 metri s.l.m.)

Posto nella parte bassa del vallone di Santo Spirito, sulla cui sommità si erge l'omonimo eremo, San Bartolomeo è il secondo dei romitori frequentati e ricostruiti da Celestino V sulla Maiella. La semplice costruzione si fonde mimeticamente con la parete rocciosa alla quale, come di consueto, si appoggia.
Nella lunga insenatura di questa "balconata" di roccia sono stati ricavati tre ambienti coperti (una chiesetta, con affresco sul portale e due cellette) collegati al vallone attraverso quattro gradinate.
Una di queste (la seconda da sinistra) fino a tempi recenti era percorsa in ginocchio dai fedeli in occasione del pellegrinaggio all'eremo. Ancora oggi, all'alba del 25 agosto, ha luogo una suggestiva processione che parte dal paese di Roccamorice e vi fa ritorno con la statua di San Bartolomeo, portata a spalla fino alle prime case, e poi, in portantina, fino alla parrocchia, dove rimane per un mese.
All'interno della chiesetta rupestre, candele, ex voto, foto, testimoniano una fervida devozione alla figura del Santo. Virtù taumaturgiche sono attribuite all'acqua che sgorga dalla piccola risorgiva della parete sinistra che, miscelata con quella del vicino torrente, viene somministrata ai malati.

L'Eremo di San Giovanni

Il più impervio e inaccessibile ma probabilmente il più "scenografico" dei romitori celestiniani sorge a 1220 metri, in uno dei punti più belli della Valle dell'Orfento. Della costruzione rimane solo la parte aerea, due vani interamente ricavati nella parete di calcare, seminascosti nella fitta faggeta.
Per informazioni e autorizzazione all'accesso in Riserva: Comando Stazione C.F.S. c/o Museo "P. Barrasso", Caramanico, Tel. 085/92.20.84

Siti Preistorici

Nell'area dell'Eremo di San Bartolomeo sorgono due importanti siti archeologici del paleolitico.
Nell'ampio riparo sottoroccia a destra dell'eremo è stata accertata la presenza di gruppi di cacciatori nomadi, risalenti a 14.000 anni fa, che utilizzarono il luogo come cava per l'estrazione della selce e per la macellazione della selvaggina.
Reperti litici di Valle Giumentina (la depressione che apre a sinistra, prima dell'arrivo a San Bartolomeo) riportano persino più indietro nel tempo, documentando esemplarmente le fasi del paloeolitico inferiore e medio in Abruzzo, a partire da 500.000 anni fa.